Avv. Alessandro Mario Malnati Responsabile Legale Federlavoro Nazionale

  • 23/05/2019

E' il nuovo responsabile nazionale per l'area legale: da quali esperienze e relazioni prende l'avvio il suo coinvolgimento nell'universo associativo di Federlavoro?

Ha preso l'avvio da un'esperienza condivisa di lavoro, che si è poi trasformata in un'amicizia duratura. Una decina di anni fa ho infatti seguito una pratica di diritto del lavoro assieme al Dr. Ligotti, che mi ha parlato dell'universo Federlavoro. In particolare sono rimasto colpito dall'approccio datoriale: per Federlavoro la tutela delle imprese deve andare a braccetto con la tutela dei lavoratori - conditio sine qua non per ottenere dei risultati d'impresa significativi. Questo approccio evoluto si traduce, sul piano della contrattazione di lavoro, in un'attività sinergica, più che strettamente oppositiva, con il sindacato. Forte di queste considerazioni, quando il Dr. Ligotti mi ha proposto di diventare Responsabile Legale Federlavoro ho risposto con entusiasmo.

Quale sarà dunque il suo ruolo in Federlavoro?

Non assumerò tecnicamente un “ruolo”, non rivestendo in Federlavoro alcuna carica istituzionale, ma assumerò delle funzioni di contenuto professionale. Metterò quindi a fattor comune la mia professionalità di avvocato fornendo assistenza giuridica stragiudiziale e consulenziale, come pure giudiziaria ove necessario, offrendo un'attività di servizio verso le realtà territoriali. In sostanza verrà messa in campo un'assistenza legale centralizzata per tutte le sedi decentrate a condizioni vantaggiose. La convenzione abbraccia tutti i campi della giurisprudenza, con un focus particolare sul diritto del lavoro e sull'area civile. 

Allora le offro subito pane per i suoi denti: la circolare del 6 Maggio 2019 in materia di benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva, a firma del Direttore dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Vogliamo evidenziarne i punti chiave?

La novità è molto significativa, anche se non banale da rilevare, quanto meno in prima lettura. 
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro in sostanza non lega più il possibile godimento di benefici normativi e contributivi al rispetto della contrattazione collettiva siglata dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Oggi l'impresa è libera di applicare il CCNL che ritiene più idoneo purché sia un contratto di qualità e non appartenga alla sfera dei contratti siglati da organizzazioni datoriali e dei lavoratori che, pur di avere visibilità, adottano politiche di dumping contrattuale. Condizione fondamentale dettata dalla circolare ministeriale è che i contratti adottati rispettino i minimi salariali stabiliti dai contratti firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi: fra questi rientrano i nostri CCNL. La circolare abbatte quindi un totem politico finora indiscusso: la libertà sindacale dei datori di lavoro e la rappresentanza dei lavoratori hanno oggi ripreso il valore originario, basato su confronto aperto a tutti, purché rispettoso di regole e criteri che garantiscano il sistema contrattuale stesso.

Quale sarà il suo primo incarico?

Il 4 giugno proseguiranno i lavori del tavolo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei forestali: un tavolo di interesse anche pubblico, dal momento che il contratto dovrà regolamentare non soltanto il rapporto di lavoro, ma anche la componente solidaristica per la tutela del patrimonio ambientale, boschivo e paesaggistico.

Come riassumerebbe il suo incarico in una parola?

Scelgo la parola sinergia, nel suo senso etimologico di “agire insieme” e nella sua duplice accezione operativa: cooperazione all'interno di Federlavoro e tra la nostra realtà e la componente sindacale.



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